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Les chantiers de construction en Italie et dans les provinces romaines – III. L’économie des chantiers

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Nuovi dati sull’esedra SudOvest delle Terme di traiano sul Coll Oppio : percorsi, iscrizioni dipinte e tempi di costruzione
Federica Michela Rossi (Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma) et Rita Volpe (Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma)

10 décembre 2009

(Session 1. Encadrement et temps des chantiers, modérateur : Janet Delaine, University of Oxford)
I restauri in corso sulle murature dell’esedra sudoccidentale delle Terme di Traiano sul Colle Oppio (Roma), hanno consentito osservazioni utili sia alla ricostruzione architettonica che a quella delle modalità di costruzione degli elevati. L’esedra semicircolare, pertinente al recinto esterno e nota anche come “Grande Biblioteca” per la presenza di due ordini di nicchie all’interno, affacciava sul porticato che perimetrava l’area a giardino interna al complesso, destinata ad attività sportive, ricreative e sociali. In particolare, nella metà meridionale dell’esedra oggetto dei lavori, sono state rintracciate 60 nuove iscrizioni dipinte, che riportano le date relative alle giornate di lavoro, apposte dalle maestranze sulle murature che man mano si andavano costruendo. Attraverso la comparazione di esse, si può capire che sulla stessa struttura hanno lavorato alla costruzione dell’alzato dell’esedra, di circa 15 metri, più squadre di operai, più o meno in parallelo, per un periodo di circa due mesi. Il confronto con le iscrizioni già rinvenute negli ambienti di sostruzione (la galleria dove è stato rinvenuto l’affresco della “Città Dipinta” e gli ambienti sotto l’esedra) mostra che la costruzione degli alzati sembra seguire nella stessa stagione annuale lavorativa. La ricostruzione dei tempi e delle modalità di lavoro è andata di pari passo con la ricostruzione architettonica: l’esedra semicircolare è infatti inserita in una struttura quadrangolare, e negli spazi di risulta sono ricavati i corpi scala che consentivano l’accesso sia al ballatoio che serviva il secondo piano di nicchie all’interno dell’esedra sia ai piani superiori degli ambienti laterali e da questi alla terrazza sovrastante i portici che circondavano all’interno il recinto termale.

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Non disponible Federica Michela Rossi (Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma)

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